Family Link | EMDR e BULLISMO
Studio di Psicologia a Ferrara.
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EMDR e BULLISMO

È facile diventare la preda di un bullo, bastano un paio di occhiali, oppure l’apparecchio ai denti, qualche chilo in più, o dichiararsi gay o lesbica. Dico sempre che nasciamo liberi e senza pregiudizi fino all’età della pubertà. Poi, per il resto della nostra vita, cerchiamo di curare le ferite che ci siamo procurati in quel periodo.” (Concita Wurst)

COS’E’ IL BULLISMO
Con il termine bullismo si intende il reiterarsi di comportamenti e atteggiamenti diretti o indiretti volti a prevaricare un altro con l’intenzione di nuocere, con l’uso della forza fisica o della prevaricazione psicologica (Sharp e Smith, 1994).
E’ una forma di prevaricazione che si attua attraverso atteggiamenti di intimidazione, sopraffazione, oppressione fisica o psicologica commesse da un soggetto più “forte” (il bullo) nei confronti di un soggetto più “debole” (la vittima) e può essere messo in pratica attraverso l’uso di strumenti tecnologici (cyberbullismo).
Le caratteristiche essenziali sono:
– Intenzionalità.
– Persistenza nel tempo.
– Relazione asimmetrica.

VITTIME, BULLI E SPETTATORI
La vittima generalmente è un ragazzo tranquillo, riservato, sensibile, spesso con una scarsa autostima, ansioso, insicuro e ha difficoltà ad affermarsi nel gruppo. I bambini che subiscono prepotenze generalmente non lo dicono agli adulti. Possono avere paura o vergognarsi.
Il bullo generalmente è apparentemente sicuro di sè, con un forte bisogno di dominare, aggressivo verso i compagni più deboli ma anche verso i genitori e gli insegnanti. Manifesta grosse difficoltà nel rispettare le regole e una bassa tolleranza alla frustrazione e alle contrarietà, è impulsivo ed ha una spinta alla dominazione. Molto spesso ha a sua volta dei vissuti di violenze o maltrattamenti subiti per cui da bullizzato, diventa a sua volta bullo come forma di rivalsa e di riscatto.
Gli atti di bullismo avvengono prevalentemente sotto gli occhi dei compagni (o all’interno dei contesti o nel gruppo dove il bullo è il leader). Gli “spettatori” che ridono e incoraggiano i bulli a continuare nella loro azione di prepotenza, più o meno volontariamente, finiscono per rinforzare e sostenere il bullo. Gli “spettatori” che invece assistono a queste relazioni in maniera passiva possono provare le stesse emozioni o manifestare le stesse conseguenze delle vittime.

LE CONSEGUENZE DEL BULLISMO
Le conseguenze del bullismo non riguardano solo la vittima, ma anche il bullo e gli spettatori (Fedeli, 2007).
Nelle vittime possiamo trovare conseguenze sociali ed emotive come:
– Paure e preoccupazioni elevate
– scarsa autostima
– sensi di colpa e vergogna
– impotenza e perdita di speranza
– isolamento sociale
– depressione
– disturbi comportamentali
– disturbi del sonno e dell’appetito
– disturbi somatici
– suicidio
– peggioramento del rendimento scolastico
– difficoltà di concentrazione
– fuga da scuola
– abbandono scolastico

Anche i bulli possono presentare delle conseguenze importanti sul piano emotivo e sociale:
– abuso di sostanze
– disturbi dell’umore
– problemi con la giustizia
– possibile sviluppo di un disturbo antisociale di personalità
– alto tasso incidenti
– disoccupazione

Gli spettatori a loro volta possono esprimere il loro disagio con:
– paure e stati d’ansia generalizzati
– ridotte abilità pro-sociali
– adozione di comportamenti aggressivi

EMDR COME TERAPIA BREVE
L’EMDR è un trattamento psicoterapeutico particolarmente indicato nella cura delle conseguenze dei traumi relazionali e interpersonali che si attivano nel bullismo. L’approccio EMDR offre l’occasione di aiutare la vittima a rielaborare l’impatto emotivo degli episodi di bullismo, togliendo la parte più traumatica, facendole lasciare questa esperienza nel passato, rafforzando così la sua autostima.
E’ possibile lavorare anche con il bullo, permettendogli una rielaborazione degli eventi di cui si è fatto autore, aiutandolo a lavorare sui modelli che possono averlo portato a sviluppare un comportamento così aggressivo e traumatizzante, consentendogli di sviluppare una modalità alternativa di comportamento più sana per lui e per gli altri.